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IL DOLORE DELLA PERDITA

  • 24 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Quando perdiamo qualcuno che amiamo, il mondo sembra fermarsi.

Ogni cosa perde sapore, le giornate si confondono, e anche respirare può sembrare un compito troppo grande.

Ci dicono che “il tempo guarirà”, ma chi ha conosciuto davvero il dolore del lutto sa che non è così semplice.

Il tempo, da solo, non cura.

Ciò che cura è la possibilità di stare nel dolore, di attraversarlo, di ascoltarlo con rispetto.



Il dolore come processo, non come malattia


Il lutto non è qualcosa da risolvere o da cancellare.

È un movimento naturale della psiche e del corpo, un percorso di adattamento a una realtà che è cambiata.

Non esistono tempi giusti o modi giusti.

Ogni persona vive il lutto a modo suo — con le proprie memorie, i propri silenzi, le proprie domande.


Tentare di “superarlo” in fretta, di distrarsi o di riempire i vuoti, non fa che spingere più in profondità ciò che chiede invece di essere visto.

Il dolore va accolto, non rimosso.



Quando il dolore diventa totale


Chi vive un lutto profondo sa cosa significa sentirsi svuotato, assorbito dal dolore, incapace di pensare al futuro.

La perdita di senso è reale: ci si può sentire disorientati, come se il mondo non avesse più un posto per noi.

I pensieri diventano pesanti, la mente cerca invano un “perché” che non si trova, l’anima si lacera tra il desiderio di trattenere e la necessità di lasciar andare.

È un’esperienza umana, ma anche devastante, che richiede presenza, tempo e tenerezza.



Ritrovare vita nel vuoto


Col tempo, il dolore non scompare, ma si trasforma.

Diventa più silenzioso, più integrato, come una cicatrice che non fa più male ma continua a raccontare.

Attraversare un lutto significa riconoscere ciò che non c’è più, ma anche ciò che resta: la capacità di amare, di ricordare, di creare nuovi significati.


È un percorso che non riporta “come prima”, ma può condurre verso un modo nuovo di stare al mondo.



Il valore del condividere


In una società che evita il dolore, parlarne diventa un atto di coraggio.

Ma nel momento in cui il dolore trova voce, smette di essere solo tuo.

Il confronto con chi ha vissuto esperienze simili non cancella la sofferenza, ma la alleggerisce.

Nel gruppo, la solitudine si scioglie, e il dolore si trasforma in presenza.




Un passo possibile


Non si tratta di dimenticare, ma di imparare a convivere con l’assenza — fino a scoprire che, dentro di noi, ciò che abbiamo amato continua a vivere in un altro modo.

Con delicatezza, con verità, con tempo.


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Per partecipare clicca sul tasto sotto la locandina e compila il form.




 
 
 

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